Inizio
Immagine
Blog di Tullio
37959
   
   
Bookmark and Share



 
 J'ACCUSE ITALIA DEI VALORI di - Massimo Barberio mozione "Parole Civili"
 ITALIA ATTIVA RADUNO NAZIONALE - Esiti del II° esecutivo nazionale di Italia Attiva
 Ritorno al nucleare - Dal sito http://www.asca.it/
 Carlo Rubbia: - Il nucleare in Italia? Non risolverebbe il problema dei costi energetici
 Manifestazioni in Piazza, attenzione .. c è anche il rovescio della medaglia. - di Massimo Delfino
 Mondo agricolo - Analisi agricoltura
 Delfino Parlato - Perchè ho lasciato l'IdV - Il Riformista
 IL PERDERSI DELL'IDV - Flores d'Arcais: "Caro Tonino adesso rifonda l'Idv"
 La gestione economica dell\'Italia dei Valori... - la coppia Di Pietro-Mura
 Sanzioni dure ma inapplicabili - di Ennio Codini docente alla Cattolica
 Cronistoria espulsione dall'IDV : - D - Storia esemplare
 Nomina a Segretario regionale d' ITALIA ATTIVA per l'Emilia Romagna : - D - LETTERA

Una voce libera - ultimi articoli del Blog

 
Di System Spaghetti (del 02/09/2010 @ 21:28:07, in Archivio 2010, linkato 16 volte)   Condividi
La pratica dell'abusivismo nell'edilizia ha pochi paragoni in Europa rispetto all'Italia specie in alcune regioni del Sud, generalmente è da dire che la qualità abitativa è accettabile. Se pensiamo al 1951 dove la metà delle abitazioni erano prive del bagno, oggi questo handicap abitativo è quasi assente. Le dimensioni degli appartamenti sono mediamente aumentate. Siamo il Paese in Europa con la più alta percentuale di case di proprietà, più del 70%. Anche nelle grandi città si supera il 50% delle case in proprietà. Il possesso della casa non è però equamente distribuito tra tutte le classi sociali, è da notare che nella fascia di reddito più bassa, la percentuale di chi abita in una casa in affitto non è cambiata negli anni, mantenendosi sempre intorno al 40%. Cosa diversa per le fasce sociali più alte dove le case in proprietà sono in percentuali ben maggiori. Se nel 1970 le case in affitto erano abbastanza distribuite tra impiegati ed operai, oggi non è più così, circa il 20% degli impiegati vive in affitto contro il 45% degli operai. La causa prima che ha indotto i proprietari di case ad abbandonare il mercato della locazione è stata l’introduzione della legge sul’equo canone nel 1978, che ha indotto i proprietari a venderle. Il ridimensionamento drastico dell’edilizia popolare ha poi indotto molte famiglie all’acquisto di case anche per via di un più facile accesso ai mutui bancari. A partire dal 1995 i prezzi delle case hanno iniziato a salire vorticosamente e il successivo calo della bolla speculativa sull’edilizia non ne ha provocato un sostanzioso calo dei prezzi. Il risultato è che oggi l’accesso alla casa di proprietà è diventato più difficile, per via del calo dei redditi familiari in conseguenza delle crisi economiche sempre più stringenti. Per chi è in affitto gli studi nel settore indicano nel 40% del reddito la parte destinata all’affitto più spese accessorie. Per combattere questi problemi nei Paesi europei sono presenti forme d’intervento quali l’aiuto in denaro e la costruzione di case popolari. In Italia questo aspetto d’intervento sociale è trascurato, tanto che ad esempio l’Austria dispone di un numero d’alloggi popolari uguale all’Italia, il rapporto tra le due popolazioni è abbastanza evidente. Pensare che l’economia possa crescere con questa situazione abitativa è difficile da immaginare.
 
 
 
Di System Spaghetti (del 26/08/2010 @ 20:58:14, in Archivio 2010, linkato 34 volte)   Condividi
Dalle elezioni regionali del 28-29 marzo 2010 possiamo rilevare i seguenti risultati:
 
1) Crescita dell’astensionismo, che ha toccato il 36,4 per cento, una percentuale mai raggiunta nella storia repubblicana (+6,0 punti  percentuali nelle 15 regioni rispetto alle elezioni europee del 2009, quando già si era registrato il massimo storico).
 
2) Perdite consistenti dei due partiti maggiori, Partito Democratico (PD) e Popolo della libertà (PDL) che rispetto alle elezioni europee perdono nel complesso ed in valori assoluti, 3,5 milioni di elettori di cui: 2,4 milioni il PDL e 1,1 milioni il PD, in questo computo si tiene conto solo dei voti andati esplicitamente alle liste PD e PDL, e non dei voti andati ai soli candidati presidente.
 
3) la prestazione deludente di quasi tutti i partiti minori, ad esclusione di Lega Nord (che avanza contendendo sempre di più al PDL lo status di primo partito del Nord) e il Movimento 5 stelle.
 
Si tratta ora d’analizzare chi è stato colpito maggiormente dall’astensionismo
 
L’ Istituto Cattaneo ha effettuato un’analisi riguardante i flussi elettorali fra le elezioni europee del 2009 e quelle regionali del 2010. Sarebbe stato più corretto il confronto tra le regionali di quest’anno con le regionali del 2005, ma il quadro politico di questi ultimi 5 anni è talmente cambiato da renderlo improponibile.
 
L’Istituto Cattaneo nell’analizzare i cambiamenti intercorsi nei 9 mesi tra le due votazioni elezioni e quelle per il parlamento europeo, ha effettuato i suoi calcoli prendendo come campione 10 città: Torino, Milano, Brescia, Padova, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Roma, Napoli.
 
Analizzando al dettaglio i flussi elettorali in riferimento al fenomeno dell’astensione e ai movimenti avvenuti tra i partiti, all’interno e tra centrosinistra e centrodestra quasi tutti i partiti hanno perso voti per il fatto che elettori che li avevano votati alle europee del 2009 non si sono recati alle urne a queste regionali, ma dall’analisi dei flussi appare con evidenza che il partito che ha sofferto in misura maggiore, in termini assoluti, per l’astensionismo è il PDL. Al contrario il PD non presenta perdite significative verso l’astensionismo.
 
 Per quanto riguarda l’area di centrosinistra emergono tre fattori rilevanti:
 
1)     In tutte le città studiate il PD perde sistematicamente voti verso l’Italia dei Valori. 
2)     A sua volta l’IdV cede voti al Movimento 5 stelle.
3)     La sinistra radicale (che rappresenta nel 2009 per l’elettorato di Sinistra e libertà, Rifondazione Comunista e Partito Comunista dei Lavoratori) perde voti quasi dovunque in maniera rilevante verso l’astensione.
 
Sulla base di quanto detto sopra, risulta che il movimento di Beppe Grillo, la dove si è presentato, guadagna voti soprattutto dall’IdV, che a sua volta ne prende al PD, come se il distacco dal PD fosse un processo che avviene in due fasi; prima passaggio a IdV e poi al Movimento 5 stelle.
 
Nell’area di centrodestra, oltre ai flussi sistematici di elettorato che si sposta dal PDL all’ astensionismo, c’è un consistente flusso di voti dal PDL alla Lega Nord.
 
Di System Spaghetti (del 23/08/2010 @ 08:22:52, in Archivio 2010, linkato 31 volte)   Condividi

Quest'articolo dal sito: http://www.reggio24ore.com/  propone un'interessante caso di come la grammatica può stravolgere il senso di una frase. L'articolo risulta scritto dall'Ing. Fabio Filippi consigliere regionale del PDL Per l'Emilia Romagna.

Cossiga, momentanea dipartita


di Fabio Filippi

Ill.mo sottosegretario alla Difesa On. Giuseppe Cossiga, mi permetto di porgerle le mie più sentite condoglianze per la momentanea dipartita da questo mondo del nostro caro Presidente Francesco Cossiga, persona capace dotata di un grande intuito politico. Lo stimavo particolarmente, era un uomo libero con un grande senso delle istituzioni. Ricordo con nostalgia il mio breve colloquio con l’emerito Presidente della Repubblica, nel teatro di Piazza Argentina a Roma, aveva sempre la battuta pronta e un pizzico di sana ironia.
In questo momento di grande dolore, sono vicino a Lei e alla sua famiglia con il ricordo e la preghiera.

Condoglianze Fabio Filippi.

COMMENTO DI ANONIMO: Dorriman: Analfabeta, non si dice "emerito Presidente", ma "Presidente emerito". Quando si fa precedere al sostantivo l'aggettivo "emerito" si vuole usare un linguaggio sarcastico. ad es.:" quel tale è una emerito cretino". Absit iniuria verbis.

 

 
Di System Spaghetti (del 08/08/2010 @ 20:04:25, in Archivio 2010, linkato 51 volte)   Condividi

Causa prima dell'attuale crisi politica che ha investito il centro destra è lo squilibrio della triplice intesa a favore di Bossi. Gianfranco Fini ha mostrato da tempo l'insofferenza per questo squilibrio di poteri, soprattutto in riferimento al cosiddetto federalismo fiscale, cui i Finiani storicamente portati per un centralismo si sono mostrati più volte ostili. Silvio Berlusconi insofferente delle distanze che Fini andava prendendo su questioni pseudo politiche però vitali alla sopravvivenza del governo Berlusconi quali addirittura leggi costituzionali con lo scopo di difendere il Premier dai suoi guai giudiziari, ne ha deciso infine lincompatibilità politica nel PDL. Aggravanti del distacco sono anche il modo di governare anti democratico e moralmente indecente di Berlusconi.

Lo strappo avrà sicuramente conseguenze sulla tenuta del Governo, che non più maggioranza alla Camera.

Fini con il nuovo gruppo dei suoi con l'etichetta di "Futuro e Libertà" ha mostrato di fronte a tutti di cosa è capace un animale politico consumato come lui. Con sondaggi che danno Berlusconi in calo, il centro in crescente crescita d'interessi da parte degli elettori delusi del centro-destra, l'Italia dei Valori in calo, la sinistra stazionaria, ha ricucito un suo spazio politico dove di sciuro confluiranno, sia destrorsi delusi che aspiranti centristi, mettendo così in un angolo le speranze di Casini e Rutelli di creare un polo centrista.

Con questa mossa ora Fini può trattare con Berlusconi alla maniera forte.

Completando il quadro sulla situazione politica non si può non scrivere sul Partito Democratico che nel centro sinistra rimane la forza di riferimento. Il suo trasformismo verso un partito moderato di centro sinistra ha trovato nei movimenti populisti di Bossi e Antonio Di Pietro un ostacolo frenante la crescita. Le posizioni morbide non ne hanno frenato la fuga verso la Lega Nord e l'IdV, nel contempo non sono stati capaci d'attirare a se l'elettore destrorso. La responsabilità di ciò di quella frangia del partito formata da nostalgici ed ideologisti incapaci d'ascoltare la gente, soprattutto in tema di immigrazione.

La sinistra radicale già ampiamente punita dall'elettorato con l'esclusione di suoi rappresentanti nelle Camere, si è mostrata ancora oggi incapace di un' analisi sulle cause della sua sconfitta. Incapace d'innovazione, incapace di una comunicazione politicamente innovativa, conduce la sua lotta ancorata a nostalgici slogan che se da una parte fan felici costoro dall'altro si rivelano incapaci d'attrarre nuovi elettori.

I lavoratori che oggi sono maggioranza nel paese non sono gli operai ma il popolo della partita IVA e la sinistra radicale chiusa nel suo cieco bigottismo ideologico non lo ha ancora compreso.

Da questo scenario della sinistra radicale si distacca un uomo nuovo: Nichi Vendola che possiede una virtù sconosciuta ai sinistrorsi, sa comunicare.

Andare al voto ora per Berlusconi potrebbe si significare una vittoria ma di Pirro, anzi di Prodi, per aggiornarci !

 


    Cerca per parola chiave
   


Iscriviti alla newsletter
iscriviti cancellati

Tarantella calabrese
Daniele Sepe

La canzone del partito perduto

Archivio 2008 (139)
Archivio 2009 (109)
Archivio 2010 (41)

Catalogati per mese:
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010

 Ultimi commenti:
Bravo Gustavo,hai centra...
22/08/2010 @ 18:49:39
Di Pippo de Pippis
Mamma mia che gente Tull...
27/07/2010 @ 10:09:39
Di Daniela
l'unica cosa positiva è ...
05/07/2010 @ 14:29:19
Di Liuk
Allibito.Meglio se si po...
05/07/2010 @ 12:09:16
Di roberto
e questi dicono che berl...
05/07/2010 @ 10:55:33
Di paganelli
concordo caro tullio
28/06/2010 @ 11:33:04
Di Gaspare
La questione meridionale...
23/06/2010 @ 16:08:27
Di Gustavo Gesualdo
Devo dire che quanto al ...
11/06/2010 @ 17:43:24
Di ambra.delbono@gmail.com


Valida xhtml



Loading...