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\\ Blog di Tullio : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di System Spaghetti (del 29/05/2010 @ 11:56:16, in Archivio 2010, linkato 94 volte)   Condividi

 

Partendo dal presupposto che l’elettore italiano è veramente poco disponibile a cambiare la propria opinione politica. A questo elettore si rivolgono gli strumenti della propaganda politica dei singoli partiti per indurlo a farlo votare per la propria lista elettorale.
 
Un obiettivo quindi difficile, occorre analizzare un metodo efficace nel trasmettere il giusto messaggio, conoscere ciò che l’elettore desidera (non ciò che il partito desidera che l’elettore percepisca), in questo senso l’abilità nel comunicare e persuadere l’elettore della bontà politica della proposta politica diventa fattore importante del successo politico di un partito.
 
L’elettore possiede la capacità di valutare l’offerta politica proposta da un partito, anche se questa non è condizione sufficiente ad orientare il suo voto. In relazione a ciò il contenuto dell’offerta politica diventa importante al fine di veicolare il voto a proprio favore. Il contenuto è un insieme di fattori che rendono appetibile detta proposta, elenchiamone alcuni: Programma, Persone, Capacità persuasiva, ecc.
 
Nel contenuto dell’offerta l’azione di propaganda deve valersi di strumenti idonei per partecipare, dibattere, approfondire, sintonizzarsi sugli interessi comuni, motivazione su interessi oggettivi.
 
Il processo di propaganda da parte di un soggetto politico deve porre in essere strumenti idonei al fine di conoscere le aspirazioni ed i desideri dell’elettore, per poter sviluppare un progetto politico che raccolga il consenso necessario al proprio successo.
 
Ottimizzare il numero dei militanti, delle risorse finanziarie, delle adesioni al partito, è l’obiettivo che ci si deve porre se si vuole rispondere alle aspirazioni dell’opinione pubblica. Il problema della comunicazione e persuasione è il vero nocciolo della propaganda politica, nella nostra realtà attuale la disaffezione, la fuga dal voto, sono dimostrazioni evidenti che la questione qui posta è lontana dall’essere raggiunto.
 
I partiti hanno sempre meno capacità di raccogliere, far condividere e quindi incanalare l’elettore verso il proprio progetto politico. Le ragioni sono da individuare principalmente nella mancanza di strategie e medio e lungo termine, alla necessità imperativa del politico di una propria visibilità il cui fine è il mantenimento del suo potere e dei suoi privilegi, a cui interessa se va bene solo in secondo piano incarnare i valori di cui si dichiara portatore.
 
Entrare in un partito per il neofito sincero e quindi ingenuo è drammatico, si scontra con una realtà diversa da quella che credeva essere, la conseguenza immediata è l’abbandono, oppure l’adeguarsi nell’intento di condividerne un giorno i privilegi.
 
Tutto questo per l’elettore disaffezionato è ben visibile nella quotidianità e quindi il suo voto è interessato non allo sviluppo democratico della società ma, ai suoi particolari interessi, poter evadere le tasse, profittare delle possibilità offerte da una legislazione anche manchevole per concludere affari al di fuori delle regole.
 
Si pone allora una questione elettoralmente vitale per un' opposizione politica che vuol’essere alternativa, quella d’essere proponente di un interesse non immediatamente visibile ma, necessaria ad un' ordinata convivenza sociale.
E’ sotto gli occhi di tutti la potenza persuasiva della comunicazione mediale e della sua capacità di persuasione. Questa si manifesta non mediante la visibilità della politica tramite telegiornali e talk show, ma nei messaggi sublimali con cui bombarda il telespettatore. In passato tale bombardamento era svolto dal prete di campagna che esercitava un controllo coercitivo sulle coscienze dei villani.
 
Kuala Lumpur (cuore del problema)
 
In conclusione per riportare l’elettore disaffezionato al voto non occorre una propaganda politica urlata, schiamazzante, manifestante, che se da un lato procura felicità nell’oppositore storico che come visto nel caso conquisti il potere politico è incapace a gestirlo anche per ragioni psicologiche, dall’altra allontana sia l’elettore destrorso, sia l’elettore assenteista.
 
La risoluzione del problema allora parte dall’interno del partito politico in generis, dal suo statuto, quindi dalla sua organizzazione, se tale partito al suo interno è senza regole vere ma, terra di nessuno dove prevaricano interessi personalistici, quale mantenimento del proprio ruolo e privilegi, questi nel tempo manifestano tutta la loro incongruenza con i valori di cui si fanno portatori, esempi tipici li troviamo per il passato nel PSI ed attuali nell’IdV.
 
                 Neque imbellem feroces progenerant aquilae columbam
                                                             Che tradotto 
                  Le feroci aquile non generano mai una pacifica colomba.
 
Più esattamente: non nascono masse di pacifiche colombe, in quanto la singola è sempre possibile (Sandro Pertini docet !) .
 
In attesa di un Deus ex machina in grado di risollevare le sorti democratiche del nostro paese, provo per la responsabilità che mi compete quale Segretario regionale per l’Emilia Romagna di Italia Attiva a delineare una proposta politica intellettualmente onesta per interpretare realmente con onestà i valori su cui il nostro partito si fonda, con lo scopo di proporli alla gente comune.
 
Alcune proposte sono recepite da una discussione presente su Facebook all’indirizzo posto nel mio blog in basso a destra : Le basi dei progetti politici. <Corso interattivo per tutti> di Claudio Mazzoccoli e Massimo Barberio.
Risaliamo alle culture di riferimento:
La cultura cattolica della solidarietà sociale e familiare.
La cultura socialista del lavoro e della giustizia sociale.
La cultura liberale dell’economia di mercato, della libertà individuale e del buon governo.
Questi sono i fondamentali cui riconoscersi chiaramente per chi vuole partecipare al nostro progetto.
 
I valori che propugniamo sono importanti per il discernimento di ciò che è politicamente corretto da quello che non lo è in riferimento alla valutazione politica da assumere nelle diverse situazioni.
 
Elemento fondamentale per noi è rappresentata da un’etica intesa come onestà, ed incarnazione esemplare dei principi di moralità. Detto fondamento rappresenta la migliore garanzia di credibilità ed affidabilità, in quanto può essere dimostrato solo con l’esempio. Noi ci giochiamo la nostra onorabilità sulla nostra dimostrata e specchiata onestà.
 
Approfondimenti seguiranno. Cordialità a tutti.
                                                        Insurgo ut Patria resurgat

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Di System Spaghetti (del 27/05/2010 @ 18:11:31, in Archivio 2010, linkato 122 volte)   Condividi

Francesco Carbone

Carbone Francesco via Giovanni Falcone 12
Villafrati (PA) 90030
cell 3470752136 3496248598

Giorno 31 marzo ho protestato davanti il parlamento per la seguente motivazione:

Mi chiamo Carbone Francesco e le scrivo per metterla al corrente della mia situazione che ha a dir poco dell'incredibile. Ho denunciato con denuncia querela i capi della procura di Verona Papalia e Schinaia i quali, pur avendo in mano tutte le prove fornite da me allegate alla mia denuncia contro alti dirigenti Di Poste Italiane, Dirigenti dell'Ispettorato del Lavoro, Dirigenti dello Spisal, ditte appaltanti e un dirigente della Cgil, non hanno fatto alcuna indagine e dopo 17 mesi e 8 giorni hanno archiviato la mia denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede. Hanno leso il mio diritto di avere giustizia per i diritti negati. Brevemente le spiego la situazione. Io per 7 anni sono stato responsabile su Verona della ditta che ha l'appalto di Poste Italiane fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute all'amministratore della ditta appaltante, e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele sulle lacune lavorative che praticamente erano: nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti. Praticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane in quanto avrei perso il posto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro, creando attorno a me il vuoto. Ho denunciato presso l'ispettorato del lavoro la presenza, all'interno di Poste Italiane, di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è stato fatto alcun controllo. Ho denunciato presso lo Spisal di Verona tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di lavoro ed è stato fatto solo qualche controllo. Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane Roberto Arcuri manda una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del contratto e della sicurezza sul lavoro. A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso ( documenti,  foto e video) e vado a presentare denuncia alla Procura della Repubblica allegando il tutto. Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono di tutti i lavoratori in nero e poi il nulla. Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni, dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura Schinaia mi archivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede, con nessuna motivazione e senza interpellare il Gip (FACCIO PRESENTE CHE ALL'EPOCA DEI FATTI OLTRE A ESSERE PERSONA OFFESA DAI REATI ERO INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO OBBLIGATO DAL CODICE PENALE A DENUNCIARE FATTI DI RILEVANZA PENALE).
Secondo lei è giusto e normale in una Nazione definita Civile, perdere il posto di lavoro, perdere la dignità, perdere il diritto di avere giustizia per aver fatto il mio dovere e aver preteso i miei diritti? Mi sono dovuto ritrasferire con tutta la mia famiglia nella mia terra di origine la Sicilia. Mi ritrovo disoccupato da 2 anni, deriso
e guardato male da tutti in quanto mi sono messo contro alti Dirigenti pensando di avere giustizia e come ciliegina sulla torta mi viene negato il diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti da me e dalla mia famiglia. Agli atti mancano documenti importanti che erano stati inseriti a loro dire dai miei avvocati e che comunque dovevano inserire i direttori di ulls e direzione lavoro nelle loro misere e false perizie. Per questo motivo e per tutti gli altri motivi gravi ho scritto al presidente della repubblica e al ministro Alfano chiedendo che immediatamente vengano inviati gli ispettori a Verona per sequestrare e verificare l'operato del capo della procura.
Ancora una volta nessuno si muove e nessuno fa niente. Ho consegnato la richiesta fatta al ministro Alfano e la lettera al Presidente della Repubblica allegando tutta la documentazione in mio possesso più le denunce anche a:

Procura di Roma
Procura Generale di Roma
Consiglio Superiore della magistratura.
A tutt'ora nulla...........
VI SEMBRA UN MOTIVO VALIDO PER PROTESTARE DAVANTI IL PARLAMENTO?
VI SEMBRA GIUSTO NON AVERE IL DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATO?
VI SEMBRA GIUSTO CHE NESSUN GIORNALISTA ABBIA IL CORAGGIO DI PUBBLICARE LA MIA STORIA?
DAVANTI AL PARLAMENTO HO PORTATO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CON TUTTE LE DENUNCE CHE HO FATTO FINO A ORA COMPRESE LE
DENUNCE QUERELE CONTRO I MIN. ALFANO BRUNETTA SACCONI PER ART 328 C.P.
UN ONOREVOLE DOVEVA ESSERE PRESENTE PER FARGLI VISIONARE IL TUTTO E QUANDO L'HO CHIAMATO AL CELLULARE SI E' NEGATO FACENDO FINTA DI NON CONOSCERMI.
PUR AVENDO UNA PETIZIONE ON LINE MI NEGANO ANCHE IL DIRITTO DI AVERE UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.

Il 28 aprile ho inviato una richiesta di intervento disciplinare al CSM per i procuratori che volontariamente hanno messo la mia denuncia querela a mod 45 per auto archiviarla.
Ho chiamato il CSM e mi hanno risposto che la mia richiesta e' in mano al relatore dal 5 maggio e la pratica e' 309/2010.
Nelle mie pagine su facebook trova tutte le informazioni, posto i link:

http://www.facebook.com/pages/Francesco-Carbone-il-coraggio-di-denunciare/107453602609163

http://www.facebook.com/group.php?gid=287546343565&ref=mf

http://www.facebook.com/profile.php?id=100000575866679

Sicuro di una sua risposta le porgo distinti saluti.
Carbone Francesco

La lettera sottostante e' stata consegnata a mano al Quirinale per il Presidente Giorgio Napolitano.E' stata consegnata per conoscenza anche al Consiglio Superiore della Magistratura di cui e' Presidente lo stesso Giorgio Napolitano. A oggi non ho ricevuto alcuna risposta.

http://www.facebook.com/album.php?aid=16400&id=100000575866679&ref=mf

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Di System Spaghetti (del 23/05/2010 @ 05:40:22, in Archivio 2010, linkato 99 volte)   Condividi
Dal sito: http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=2702

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Di System Spaghetti (del 14/05/2010 @ 16:56:05, in Archivio 2010, linkato 89 volte)   Condividi

I dati dell’economia cinese in relazione all’andamento dell’economia sono da sempre un tema difficile, la tradizione storica della macchina burocratica cinese, aumenta talune perplessità in merito. Analizzare l’economia cinese è difficile anche per il fatto che la maggior parte dei dati sono definiti “segreto di stato”. Il Fondo Monetario Internazionale ha ridotto al 9,3% le stime di crescita per il 2009. Una riduzione dovuta al peggioramento delle esportazioni in Europa e Stati Uniti.

Certamente la Cina ha migliori capacità di reazione rispetto all’Occidente nell’attuale crisi economica e questo in virtù di fattori quali la velocità decisionale, i conti pubblici in salute, impressionanti riserve valutarie accumulate attraverso l’esportazione dei suoi prodotti, piani di sviluppo incentrati sul lungo periodo, arretratezza e forte controllo da parte del governo dei mercati finanziari.

Rimane difficile comprendere come il PIL cinese possa essere cresciuto del 7,1% e nel contempo subire un calo del consumo di carbone delle proprie centrali elettriche dell’8,9%.

Altro aspetto contraddittorio proviene dal mercato del lavoro, dove la migrazione interna verso le città è cospicua, orbene i disoccupati di questo flusso sono stimati intorno ai 20 milioni. Costoro hanno fatto ritorno a casa, cosa non possibile per il mondo occidentale, e quindi un vantaggio indubbio per l’economia cinese d’assorbire in qualche modo le cicliche crisi economiche. Nel complesso la stima di 50 milioni di nuovi disoccupati è ritenuta verosimile.

Da qui la situazione economica cinese presenta a fronte delle cifre dichiarate dal governo seri dubbi d’attendibilità.

Da qui l’altra metà del cielo per dirla con un aforisma di Mao cioè l’occidente non deve aggrapparsi spericolatamente al miracolo economico cinese nella speranza di risollevare la propria traballante ed incerta crescita economica.

La Cina segue il suo cammino di sviluppo e l’Occidente il suo.

Chi spera che l’economia cinese possa come quella tedesca divenire locomotiva per una crescita della nostra s’illude almeno per il medio periodo. L’economia cinese proseguirà nel trend attuale anche per il futuro, esportando manufatti a basso costo, il consumo interno che Governo cinese ha tentato di stimolare, ma con scarsi risultati non produrrà nel medio periodo quegli incrementi tanto sperati dagli occidentali.

 
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Di System Spaghetti (del 09/05/2010 @ 18:42:24, in Archivio 2010, linkato 124 volte)   Condividi
Scriveva Norberto Bobbio: “Che se si sa benissimo come la società italiana dev’essere, non si sa però com’è”. Questa frase del filosofo Torinese è quella che a parer mio meglio rispecchia l’attuale situazione politica Italiana nei confronti della “questione meridionale”.

Esaminando le strategie attuate per affrontare la questione meridionale, ed il contesto economico, sociale, e politico possiamo studiarne le soluzioni attuate nel tempo. E’ indubbio che la difficoltà maggiore d’affrontare per risolvere la “questione meridionale” risiede in quella società, nella cultura ed atteggiamenti storicamente radicati che ne ostacolano lo sviluppo. Illustri meridionalisti pensavano che una soluzione efficace fosse il trasferimento e l’impianto nel meridione di grandi imprese moderne, ciò avrebbe favorito la formazione di imprese locali, di operai, di sindacati, di professionisti, di figure lavorative e di atteggiamenti verso il lavoro e l'impresa diversi da quelli prevalenti. E avrebbe indotto le amministrazioni, i politici, il sistema finanziario locali ad assecondarle, inducendo la formazione di una nuova mentalità. Oggi possiamo affermare che questi tentativi sono falliti.

E quello che era un tabù politico, il non riferirsi mai alle divisioni sociali e culturali del paese per mero consenso politico è caduto con l’avvento nella politica della Lega Nord. Un pensiero è divenuto prevalente nella pubblica opinione: “Non c’è niente da fare”. Alcuni fatti sembrano confermare ciò, almeno tre regioni del Sud sono infestate dalla delinquenza organizzata, e ci si avvede di quanto sia inutile assicurare alla giustizia il numero uno della Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta, la successione dei capi, ed il reclutamento di altri malavitosi è già nei programmi di queste organizzazioni. Quindi al “non c’è niente da fare” segue il “lasciamoli perdere”. Il federalismo con il trasferire le leve del potere dal centro alle regioni, in realtà tende ad abbandonare il Sud al suo destino, ed avviarsi ad una secessione strisciante.

Le conseguenze immediate sarebbero un drammatico calo del PIL nel Sud, ed una maggiore dipendenza del Nord verso Paesi importatori, e quindi ad un' economia drammaticamente instabile. Tutti sappiamo quanto pesante sia l’intreccio affaristico malavitoso e politico presente nel nostro Paese, come dimostrato dalle ultime attualità nostre riguardanti la “Casta”.

UNA PROPOSTA

Un’idea che sovviene dall’organizzazione delle forze dell’ordine e della magistratura che hanno creato apposite sezioni speciali riservate alla criminalità organizzata, potrebbe essere la creazione di un organo a forte rilievo costituzionale con relative risorse e poteri adeguati similmente ad organi d’inchiesta, con capacità di valutazione e giudizio sulle attività della pubblica amministrazione a livello locale. Oggi la Corte dei Conti non ha questo potere. Questa struttura con forte valenza antipolitica e quindi anticasta potrebbe dare un colpo decisivo al malcostume oggi imperante nella gestione della “cosa pubblica”.
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